Trasferire file dal telefono al PC è una delle operazioni più comuni quando si lavora con più dispositivi. Foto da modificare, PDF ricevuti da un cliente, documenti, screenshot e video devono continuamente passare dallo smartphone al computer e viceversa.

Quante volte, per trasferire una foto o un documento dal telefono al computer, te lo sei inviato su WhatsApp?
Molti risolvono il problema nel modo più immediato: si inviano il file tramite WhatsApp, email o qualche servizio cloud.
Funziona, ma significa utilizzare un intermediario per trasferire qualcosa tra due dispositivi che magari si trovano sulla stessa scrivania.
Una soluzione interessante è LocalSend, un’applicazione gratuita e open source progettata proprio per trasferire file direttamente tra dispositivi collegati alla stessa rete locale.
Che cos’è LocalSend
LocalSend è un’applicazione multipiattaforma disponibile per Windows, macOS, Linux, Android e iOS.
Il principio di funzionamento è piuttosto semplice: invece di caricare un file su un server esterno per poi scaricarlo sull’altro dispositivo, LocalSend mette in comunicazione direttamente i dispositivi presenti sulla rete locale.
Questo significa che, per esempio, posso trasferire una fotografia dal mio smartphone al PC senza prima inviarla a me stessa tramite WhatsApp o caricarla su un servizio cloud.
Non occorre neppure creare un account.
Secondo la documentazione ufficiale, i trasferimenti avvengono sulla rete locale e sono protetti tramite HTTPS. È inoltre possibile attivare una verifica tramite PIN.
Perché usare LocalSend invece di WhatsApp
WhatsApp nasce come applicazione di messaggistica. Che possa essere utilizzato anche come sistema rapido per spostare file è indubbiamente comodo, ma non significa che sia sempre lo strumento più razionale per questa operazione.
Pensiamo a un’attività molto comune.
Ricevo o realizzo una fotografia sul telefono e devo modificarla con un programma installato sul computer.
Potrei:
telefono → WhatsApp → apertura di WhatsApp sul PC → download → cartella di lavoro
Oppure:
telefono → PC
La seconda procedura elimina alcuni passaggi.
Preso singolarmente può sembrare un risparmio insignificante. Quando però determinate operazioni vengono ripetute molte volte durante la giornata, semplificare il procedimento comincia ad avere un senso.
Come trasferire file dal telefono al PC con LocalSend
L’utilizzo è relativamente semplice.
LocalSend deve essere installato sui dispositivi che vogliamo mettere in comunicazione. Se, ad esempio, voglio trasferire file da uno smartphone Android a un computer Windows, installerò l’applicazione su entrambi.
I dispositivi devono trovarsi sulla stessa rete locale.
A questo punto:
- apro LocalSend sul dispositivo dal quale voglio inviare il file;
- scelgo il contenuto da trasferire;
- seleziono il dispositivo destinatario rilevato dall’applicazione;
- autorizzo la ricezione quando richiesto.
Il file viene quindi trasferito attraverso la rete locale.
È possibile inviare fotografie, video, documenti, testo e altri tipi di file.
Per impostazione predefinita i file ricevuti vengono salvati nella cartella Download, ma la destinazione può essere modificata dalle impostazioni.
Non serve necessariamente una connessione Internet
Questa è probabilmente una delle caratteristiche più interessanti.
LocalSend utilizza la rete locale, non Internet, per effettuare il trasferimento.
I dispositivi devono quindi riuscire a comunicare tra loro sulla stessa rete, ma il file non deve essere prima inviato a un servizio remoto.
È una differenza importante rispetto ai sistemi basati sul cloud.
Naturalmente possono esserci situazioni nelle quali la configurazione della rete impedisce ai dispositivi di rilevarsi. La documentazione del progetto segnala, ad esempio, possibili problemi legati al firewall o all’isolamento dei dispositivi impostato su alcune reti Wi-Fi guest.
Un’unica applicazione per sistemi diversi
Un altro vantaggio è la compatibilità.
LocalSend può essere utilizzato su:
- Windows;
- macOS;
- Linux;
- Android;
- iOS.
Non siamo quindi vincolati all’ecosistema di un singolo produttore.
È una caratteristica particolarmente utile per chi, per esempio, utilizza un iPhone e un PC Windows, oppure uno smartphone Android insieme a un Mac.
In un ambiente di lavoro nel quale convivono dispositivi diversi, avere uno strumento comune può semplificare parecchio le operazioni quotidiane.
Privacy e trasferimento locale
C’è poi un aspetto da non trascurare: il percorso compiuto dai dati.
Secondo quanto dichiarato dal progetto, i file trasferiti tramite LocalSend rimangono all’interno della rete locale e le comunicazioni utilizzano HTTPS.
Questo non significa che qualsiasi rete locale debba essere considerata automaticamente sicura: la sicurezza dipende anche dalla configurazione della rete e dei dispositivi utilizzati.
Resta però una differenza sostanziale rispetto all’utilizzo di un servizio che necessita del caricamento del file su infrastrutture esterne per effettuare il trasferimento.
Per documenti di lavoro e materiali che non abbiamo alcuna necessità di caricare online, il trasferimento locale può quindi essere una scelta interessante.
LocalSend è gratuito?
Sì. LocalSend è un progetto gratuito e open source.
Il sito ufficiale dichiara inoltre l’assenza di pubblicità e sistemi di tracciamento all’interno del servizio.
Non richiede la creazione di un account: si installa l’applicazione sui dispositivi e si può iniziare a utilizzarla.
Quando può essere particolarmente utile
Non considero LocalSend necessariamente un sostituto di Google Drive, Dropbox, OneDrive o degli altri servizi cloud.
La funzione è differente.
Il cloud rimane molto utile quando vogliamo conservare documenti online, sincronizzarli, condividerli con altre persone o renderli disponibili da luoghi diversi.
LocalSend risolve invece un problema molto più circoscritto:
ho un file qui e voglio portarlo su quel dispositivo lì.
È quindi particolarmente pratico per chi lavora quotidianamente con fotografie, documenti, contenuti social, video, screenshot e altri materiali che devono passare frequentemente dallo smartphone al computer.
Organizzare meglio il lavoro significa anche eliminare passaggi inutili
Uno degli errori più comuni nell’organizzazione digitale consiste nell’abituarsi a una procedura semplicemente perché funziona.
Dopo qualche tempo non ci chiediamo più se esista un sistema più semplice.
Apriamo un’applicazione, inviamo il documento, passiamo sull’altro dispositivo, apriamo nuovamente l’applicazione, scarichiamo il documento e infine lo spostiamo nella cartella nella quale ci serviva fin dall’inizio.
Sono pochi secondi.
Ma moltiplicati per decine di operazioni, settimane e mesi diventano tempo di lavoro.
Per questo considero interessanti strumenti come LocalSend: non rivoluzionano necessariamente il modo di lavorare, ma possono eliminare piccole operazioni ripetitive che non producono alcun valore.
E una buona organizzazione digitale parte proprio da qui.
In sintesi
LocalSend consente di trasferire file dal telefono al PC e tra altri dispositivi attraverso la rete locale. È gratuito, open source, non richiede un account ed è disponibile per Windows, macOS, Linux, Android e iOS.
Non sostituisce necessariamente il cloud: risponde a un’esigenza diversa.
Quando dobbiamo semplicemente spostare un file da un dispositivo vicino a un altro, può evitare diversi passaggi inutili.
A volte migliorare il proprio modo di lavorare non significa aggiungere nuovi strumenti.
Significa scegliere quello giusto per ogni operazione.
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